Napoli è una città che si legge anche in verticale. Sotto i vicoli del centro storico, a poca distanza dalla nostra struttura, si estende una rete di cave, cisterne, cunicoli e cimiteri scavati nel tufo giallo, la roccia vulcanica su cui poggia gran parte della città. È un mondo che i napoletani hanno usato per secoli: per estrarre pietra da costruzione, per portare l'acqua, per seppellire i morti e, nel Novecento, per proteggersi dalle bombe. Ai nostri ospiti consigliamo di dedicargli almeno mezza giornata: è una Napoli diversa, fresca anche in piena estate, e molto più antica di quella che si vede in superficie.
Perché sotto Napoli c'è un'altra città
Il tufo napoletano si è formato dalle ceneri dei Campi Flegrei migliaia di anni fa ed è una pietra speciale: abbastanza tenera da essere tagliata con facilità, abbastanza solida da reggere gallerie e volte. Le prime cave risalgono all'epoca greca: i blocchi estratti sotto terra servivano a costruire le mura e gli edifici in superficie. In epoca romana le cavità furono collegate da una rete di acquedotti che alimentava fontane e abitazioni, e quel sistema, ampliato nei secoli, ha continuato a funzionare a lungo.
Durante la Seconda guerra mondiale molte di queste cavità furono attrezzate come rifugi antiaerei, con scale d'accesso, pavimenti spianati, illuminazione elettrica e servizi. Nei percorsi di visita se ne trovano ancora le tracce: scritte sui muri, oggetti, giocattoli lasciati da chi vi trascorse le notti dei bombardamenti.
I sotterranei di Piazza San Gaetano
Il percorso più conosciuto parte da Piazza San Gaetano, lungo Via dei Tribunali, a pochi minuti a piedi da noi. Le visite si svolgono solo con guida e portano a circa 40 metri di profondità, tra l'antico acquedotto greco-romano, le cisterne e gli ambienti usati come rifugio. Una parte dell'itinerario conduce ai resti del teatro romano di Neapolis, inglobati nelle case del quartiere: uno degli esempi più sorprendenti di come la città abbia costruito su sé stessa.
Alcuni consigli pratici: gli antichi cunicoli dell'acquedotto erano larghi quanto bastava per il passaggio di una persona e per scendere si affrontano delle scale, quindi il percorso non è adatto a chi soffre di claustrofobia o ha difficoltà motorie. Portate una giacca leggera, perché sotto terra la temperatura resta fresca, e scarpe comode. Poco lontano, dalla stessa piazza, si accede anche agli scavi sotto il complesso di San Lorenzo Maggiore, con i resti di un'antica area di mercato.
Le Catacombe di San Gennaro
Sulla collina di Capodimonte, a circa 2,4 km da noi, si trovano le Catacombe di San Gennaro, le antiche sepolture dei primi cristiani napoletani e dei vescovi della città. Nacquero tra il II e il III secolo dopo Cristo attorno alla tomba di una famiglia romana e crebbero nei secoli su due livelli, con ampi vestiboli, cubicoli e basiliche scavate nella roccia.
Il nome si deve al patrono della città: dopo il martirio, all'inizio del IV secolo, i resti di San Gennaro furono traslati qui, nella catacomba inferiore, dove rimasero fino al IX secolo. Al livello superiore si conserva un affresco del V secolo che raffigura il santo tra una bambina e una donna, con l'iscrizione Sancto Martyri Ianuario: è considerata la più antica immagine di San Gennaro giunta fino a noi. Da quando, a partire dal 2008-2009, il sito è stato rilanciato e affidato ai giovani del vicino Rione Sanità, il numero di visitatori è cresciuto moltissimo. La visita è guidata e va prenotata; nel vicino Rione Sanità si possono visitare anche le Catacombe di San Gaudioso.
Il Cimitero delle Fontanelle
Nel cuore del Rione Sanità, in Via Fontanelle, si apre un luogo unico: un antico ossario ricavato in grandi cave di tufo, dove sono raccolti i resti di decine di migliaia di persone, molte vittime della peste del 1656 e del colera del 1836. Qui nacque il culto delle anime pezzentelle: i fedeli "adottavano" un teschio, la capuzzella, se ne prendevano cura e in cambio chiedevano grazie e protezione. Nel 1969 un decreto del tribunale ecclesiastico vietò il culto individuale dei teschi.
Negli ultimi anni le Fontanelle sono state chiuse e riaperte più volte, con lavori e cambi di gestione: prima di andare verificate sempre sul sito ufficiale se il cimitero è visitabile e con quali modalità.
Come organizzarsi
Per tutti questi luoghi la regola è la stessa: prenotate la visita in anticipo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di festa, e controllate orari e accessi sui canali ufficiali, perché cambiano spesso. Le Catacombe e le Fontanelle si possono combinare in un'unica mattinata, con una passeggiata nella Sanità; i sotterranei di Piazza San Gaetano stanno bene in una giornata dedicata al centro storico.
Tornare in superficie, a casa
Dopo ore tra gallerie e cripte, è bello rientrare in un ambiente luminoso e tranquillo. I monolocali di Eleven Studios, in Via Giacomo Savarese 3, sono nuovi e indipendenti, con bagno privato con doccia e cucina attrezzata: per chi viaggia in coppia consigliamo un Superior Rosso da 40 mq, per chi viaggia da solo un Classic Verde o lo Standard Blu. Potete prenotare direttamente dal nostro sito.
Una base in centro, a pochi passi da Porta Nolana
Eleven Studios: 11 monolocali nuovi e indipendenti in Via Giacomo Savarese, con cucina privata e bagno con doccia, comodi per la Stazione Centrale e il centro storico.