Particolare del Toro Farnese al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: un giovane in marmo bianco dai capelli ricci afferra per le corna e per il muso un toro trattenuto da una corda
Particolare del Toro Farnese al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: un giovane in marmo bianco dai capelli ricci afferra per le corna e per il muso un toro trattenuto da una corda. Foto: autore non indicato · CC BY 2.5 · Wikimedia Commons

Napoli custodisce due musei che da soli giustificano un viaggio. Il Museo Archeologico Nazionale, che i napoletani chiamano semplicemente MANN, è a circa 1,3 km da Eleven Studios; il Museo e Real Bosco di Capodimonte si trova sulla collina omonima, a circa 2,4 km. Hanno una storia comune, perché entrambi nascono dalla stessa grande eredità, e si possono visitare in due giornate diverse oppure, per chi ha buone gambe e poco tempo, nella stessa giornata. Ecco cosa consigliamo ai nostri ospiti di non perdere.

Una storia comune: l'eredità Farnese

Per capire i due musei bisogna partire da Carlo di Borbone, re di Napoli dal 1734. Dalla madre, Elisabetta Farnese, aveva ereditato una delle più importanti collezioni d'arte d'Europa, raccolta a partire dal Cinquecento dalla famiglia Farnese: sculture antiche, dipinti, oggetti preziosi. Per i quadri il re fece costruire, a partire dal 1738, una nuova reggia sulla collina di Capodimonte. Le sculture antiche arrivarono a Napoli più tardi, sotto il figlio Ferdinando, e trovarono posto nel Palazzo degli Studi, l'edificio che oggi ospita il Museo Archeologico.

Il Museo Archeologico Nazionale

Il MANN è uno dei musei archeologici più importanti al mondo, e il motivo principale è la sua doppia anima: da un lato le sculture della collezione Farnese, dall'altro i reperti riportati alla luce a Pompei, Ercolano e nelle altre città sepolte dal Vesuvio nel 79 d.C.

Tra le opere da cercare:

  • Il Toro Farnese, rinvenuto alle Terme di Caracalla a Roma e considerato il più grande gruppo scultoreo in marmo giunto a noi dall'antichità.
  • L'Ercole Farnese, statua colossale proveniente dallo stesso complesso termale.
  • Il mosaico della Battaglia di Isso, con lo scontro tra Alessandro Magno e Dario, che decorava il pavimento della Casa del Fauno a Pompei.
  • Le statue della Villa dei Papiri di Ercolano, in gran parte in bronzo.
  • Il plastico di Pompei, realizzato a fine Ottocento in scala 1:100, utilissimo per orientarsi prima di visitare gli scavi.

Meritano una sosta anche gli affreschi pompeiani, la collezione egizia, tra le più antiche d'Europa, e il Gabinetto Segreto, che raccoglie i reperti a soggetto erotico di Pompei ed Ercolano e che per molto tempo fu accessibile solo con un permesso speciale.

Un consiglio per chi va a Pompei

Se avete in programma una gita a Pompei o a Ercolano, vi consigliamo di visitare l'Archeologico prima: molti dei mosaici e degli affreschi più belli delle due città sono qui, e vederli aiuta a immaginare le case vuote che troverete sul posto. Il museo ha anche una fermata dedicata sulla Linea 1 della metropolitana, la stazione Museo.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte

La reggia di Capodimonte è oggi un museo che unisce tre esperienze in una: una grande pinacoteca, gli appartamenti reali e un parco storico di oltre cento ettari.

La Galleria Farnese raccoglie i capolavori della collezione di famiglia, con opere di Tiziano, Raffaello, Correggio e Parmigianino; tra queste la Danae di Tiziano. Non mancano la Crocifissione di Masaccio e due celebri tele di Pieter Bruegel il Vecchio, la Parabola dei ciechi e il Misantropo. Tra le opere più amate c'è la Flagellazione di Cristo di Caravaggio, dipinta durante il suo primo soggiorno napoletano per la chiesa di San Domenico Maggiore.

Nell'Appartamento Reale si attraversano le stanze abitate dai Borbone e dai sovrani successivi, fino al Salottino di porcellana, realizzato per la regina Maria Amalia con oltre tremila pezzi di porcellana: un ambiente che da solo vale la visita. La reggia ospita anche una galleria dedicata alle porcellane, compresa la produzione della manifattura di Capodimonte.

Il Real Bosco

Attorno al museo si estende il Real Bosco di Capodimonte, l'antica riserva di caccia dei Borbone, con viali alberati, prati ed edifici storici. È uno dei polmoni verdi della città e un luogo molto amato dai napoletani: dopo qualche ora tra le sale, una passeggiata all'ombra degli alberi, con vista sulla città, è il modo migliore per chiudere la visita.

Come organizzarsi

Entrambi i musei sono grandi: calcolate almeno mezza giornata per ciascuno, e qualcosa in più se volete vedere tutto con calma. Orari, giorni di chiusura, mostre temporanee e biglietti cambiano nel corso dell'anno: verificateli sempre sui siti ufficiali prima di partire. Capodimonte si abbina bene alle Catacombe di San Gennaro, che si trovano sulla stessa collina.

Rientrare a Eleven Studios

Dopo una giornata da museo, il nostro consiglio è rientrare con calma, cucinare qualcosa nella cucina privata del vostro monolocale e riposare. Da Via Giacomo Savarese 3 il centro storico è a pochi minuti a piedi e l'Archeologico si raggiunge con una passeggiata. Per una coppia consigliamo un Superior Rosso da 40 mq, fino a 2 ospiti; per chi viaggia da solo un Classic Verde. Potete prenotare direttamente dal nostro sito.

Una base in centro, a pochi passi da Porta Nolana

Eleven Studios: 11 monolocali nuovi e indipendenti in Via Giacomo Savarese, con cucina privata e bagno con doccia, comodi per la Stazione Centrale e il centro storico.